1. Il cuore del progetto: lo stampo Tutto inizia dalla forma. Il design del contenitore è determinato dallo stampo, un blocco metallico diviso in due metà perfette e combacianti. Al suo interno si trova una cavità chiamata in gergo tecnico “impronta”, che rappresenta il negativo esatto della bottiglia che nascerà. Si tratta di una tecnologia di costruzione avanzata e molto costosi.
2. Dalla plastica all’estrusione Il materiale di partenza è il polietilene (PE) sotto forma di piccoli granuli, noto come “polimero di plastica”. Questi granuli vengono inseriti in un macchinario specifico, chiamato trafila estrusore, che li fonde a una temperatura di circa 170°C. Il materiale esce poi sotto forma di un tubo di plastica continuo, estremamente caldo e malleabile.
3. La tecnologia del soffiaggio A questo punto entra in azione la soffiatrice, un impianto automatizzato che taglia una porzione di questo tubo incandescente e lo imprigiona chiudendolo tra i due mezzi stampi. Un ugello chiude ermeticamente la parte superiore e inietta aria compressa all’interno del tubo. L’aria fa espandere la plastica calda, spingendola e facendola aderire perfettamente contro le pareti dell’impronta: è proprio da questa espansione che la tecnologia prende il nome di “soffiaggio”. Pochi secondi dopo, lo stampo si apre e il flacone è formato.
4. Sostenibilità e zero sprechi: l’importanza del riciclo interno Il processo però non finisce qui. Il flacone appena stampato presenta delle eccedenze di plastica collegate, chiamate “matarozze” o sfridi. Potrebbe sembrare un dettaglio, ma in realtà queste eccedenze costituiscono circa il 30% del peso del flacone stesso! Se venissero smaltite come rifiuti, ci ritroveremmo con quasi un contenitore buttato per ogni contenitore prodotto, causando un gravissimo danno ambientale e un enorme spreco economico.
Per evitare tutto questo, l’azienda effettua una lavorazione di riciclo parallela:
- Macinazione: Le matarozze vengono inserite in un trituratore (o mulino) che le riduce in granellini, creando il cosiddetto “macinato”.
- Miscelazione: Questi granellini riciclati vengono poi mescolati con altra plastica in un miscelatore. Questo mix è pronto per essere reintrodotto nell’estrusore, annullando gli sprechi di materiale, sebbene richieda dispendio di tempo, macchinari ed energia.
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5. I colori e le varianti di plastica Come si ottengono i flaconi colorati? Si utilizzano dei coloranti in granuli, chiamati anche compounds, master o pigmenti, che vengono aggiunti in percentuali molto basse durante la fase di miscelazione.
Guardate il nostro video per vedere con i vostri occhi i macchinari in funzione e capire visivamente come prende vita ogni singola bottiglia!