Come Nasce una Bottiglia di Plastica: Guida al Soffiaggio e al Riciclo

Vi siete mai chiesti come viene prodotta una bottiglia di plastica? In questo approfondimento, guidati dall’esperienza di Fabio Artusio, titolare di Artusio Materie Plastiche, vi portiamo dietro le quinte del processo produttivo per scoprire come nasce un flacone, con un focus speciale sulla sostenibilità e l’utilizzo di materiali riciclati al 100%.

1. Il cuore del progetto: lo stampo Tutto inizia dalla forma. Il design del contenitore è determinato dallo stampo, un blocco metallico diviso in due metà perfette e combacianti. Al suo interno si trova una cavità chiamata in gergo tecnico “impronta”, che rappresenta il negativo esatto della bottiglia che nascerà. Si tratta di una tecnologia di costruzione avanzata e molto costosi.
2. Dalla plastica all’estrusione Il materiale di partenza è il polietilene (PE) sotto forma di piccoli granuli, noto come “polimero di plastica”. Questi granuli vengono inseriti in un macchinario specifico, chiamato trafila estrusore, che li fonde a una temperatura di circa 170°C. Il materiale esce poi sotto forma di un tubo di plastica continuo, estremamente caldo e malleabile.
3. La tecnologia del soffiaggio A questo punto entra in azione la soffiatrice, un impianto automatizzato che taglia una porzione di questo tubo incandescente e lo imprigiona chiudendolo tra i due mezzi stampi. Un ugello chiude ermeticamente la parte superiore e inietta aria compressa all’interno del tubo. L’aria fa espandere la plastica calda, spingendola e facendola aderire perfettamente contro le pareti dell’impronta: è proprio da questa espansione che la tecnologia prende il nome di “soffiaggio”. Pochi secondi dopo, lo stampo si apre e il flacone è formato.
4. Sostenibilità e zero sprechi: l’importanza del riciclo interno Il processo però non finisce qui. Il flacone appena stampato presenta delle eccedenze di plastica collegate, chiamate “matarozze” o sfridi. Potrebbe sembrare un dettaglio, ma in realtà queste eccedenze costituiscono circa il 30%  del peso del flacone stesso! Se venissero smaltite come rifiuti, ci ritroveremmo con quasi un contenitore buttato per ogni contenitore prodotto, causando un gravissimo danno ambientale e un enorme spreco economico.
Per evitare tutto questo, l’azienda effettua una lavorazione di riciclo parallela:
  • Macinazione: Le matarozze vengono inserite in un trituratore (o mulino) che le riduce in granellini, creando il cosiddetto “macinato”.
  • Miscelazione: Questi granellini riciclati vengono poi mescolati con altra plastica in un miscelatore. Questo mix è pronto per essere reintrodotto nell’estrusore, annullando gli sprechi di materiale, sebbene richieda dispendio di tempo, macchinari ed energia.

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5. I colori e le varianti di plastica Come si ottengono i flaconi colorati? Si utilizzano dei coloranti in granuli, chiamati anche compounds, master o pigmenti, che vengono aggiunti in percentuali molto basse durante la fase di miscelazione.
Guardate il nostro video per vedere con i vostri occhi i macchinari in funzione e capire visivamente come prende vita ogni singola bottiglia!

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