IN ESTATE L’INQUINAMENTO DELLA PLASTICA AUMENTA DEL 30%
Il Territorio dell’Italia è pari a 301340 km2, incluse le isole, di cui 7600 km sono di coste affacciate sul Mediterraneo.
La nostra popolazione è di 60 milioni di persone ma ogni anno arrivano più di 50 min di stranieri a visitarla.
Il 60% si concentra tutto tra giugno e agosto.
Con questi numeri l’italia potrebbe vivere solo di turismo ma come sempre c’è il rovescio della medaglia.
Questo aumento della popolazione in sole determinate aree fa emergere un problema molto grave che è quello dello smaltimento dei rifiuti.
I turisti nelle regioni costiere infatti fanno aumentare del 30% i rifiuti, fino a 17000 ton, che non vengono differenziati, così che vengono gestiti in maniera inadeguata o peggio dispersi in natura.
Le grandi città affrontano sfide importanti infatti per questo motivo, come Napoli, Roma e Genova hanno un tasso di raccolta differenziata inferiore alla media nazionale che è del 53 %.
Le zone costiere del mediterraneo e dell’adriatico sono le più colpite dalla plastica, tipo 53000 tonnellate di cui il 24% ritorna poi sulle coste.
Tra cui: frammenti di piccole dimensioni, tappi, bottiglie e contenitori per alimenti USA E GETTA, bicchieri, cannucce e posate e cotonfioc. (fonte – legambiente)
Questo comporta ad un costo di 16,6 milioni di euro (stimato nel 2017) per la pulizia e bonifica di litorali e spiagge.
Una perdita di 30 ml di euro nel settore del turismo per via di spiagge sporche e città.
E un problema anche grave nella pesca e nel commercio marittimo in quanto ci sono sempre più danni ai motori e eliche causati appunto dai rifiuti in mare.
Detto ciò non sto dicendo che sarebbe meglio non avere turisti perchè quella è la nostra miglior entrata perchè solo il turismo costiero genera il 12 % del PIl nazionale.
Ma anziché continuare a perdere dei soldi si potrebbero iniziare a fare degli investimenti e trovare soluzioni a questo tipo di problema.
Come per esempio a Parigi che hanno installato tantissime fontane GRATUITE in giro per la città così che non si debbano più comprare bottigliette di plastica, ma ognuno con la propria borraccia se le possa riempire.
(sono stata in Australia un anno e non ho mai comprato una bottiglia dell’acqua nella plastica, perchè ci sono fontane ovunque, e ormai è diventato un pensiero comune tanto che nei supermercati non esistono più bottiglie di plastica dell’acqua Naturale, ovviamente bibite ecc si.
Lo stesso l’ho riscontrato anche nei paesi europei nordici durante il mio road trip verso caponord.)
Le soluzioni invece già in vigore sono per esempio, le crociere MSC che sta collaborando con la COREPLA per la raccolta differenziata a bordo e nei porti .
Diverse spiagge hanno introdotto divieti per l’uso della plastica ( e posso confermarlo, in Sardegna ne ho trovate tante con questo divieto)
E sempre la corepla ha istituito campagne per promuovere la raccolta differenziata.
Quindi più raccolta differenziata e più responsabilità civile potrebbero già abbattere questi costi e far aumentare di nuovo il turismo.
Wwf Italia- fonte
